Cosa succede nei campi quando fa freddo

L'ondata di aria fredda che staziona sull'italia da giorni non sembra volersene andare. Tra stati di calamità annunciati, calo di offerta dei prodotti e aumenti stellari dei prezzi, abbiamo pensato di farci spiegare da Pietro della cooperativa Co.br.ag.or cosa sta succedendo nelle nostre aziende agricole in questo momento.

Ciao Pietro e grazie per aver accettato questa chiacchierata; cosa succede nei vostri campi e come vanno le cose?

Succede che siamo in inverno! Da noi a Roma l’inverno inizia di solito a fine dicembre; fino a quel momento resistono la maggior parte delle colture. Da fine Dicembre in poi la varietà di piante che possono essere coltivate in maniera naturale si riduce ad alcune specie, ad esempio le verze, i broccoli e i cavolfiori che sono per loro natura più resistenti al freddo; in inverno anche la frutta disponibile si riduce a poche specie, tipicamente agrumi, kiwi e cachi. La varietà è quindi ridotta e le piante sono naturalmente più piccole perché per il mondo vegetale l'inverno è un periodo di stasi. E' chiaro che il freddo particolarmente intenso può rovinare anche queste piante, seccandole. Da un punto di vista pratico l'effetto del freddo sulle piante è lo stesso della mancanza di acqua in estate: si seccano! Il problema è che d'estate è possibile innaffiare per risolvere il problema, ma in giorni come questi è inevitabile che parte della produzione vada persa.
Il vero problema delle gelate però riguarda i periodi in cui non te lo aspetti, quando le piante sono uscite dal loro "letargo" e ricominciano a vegetare e germogliare. In questa situazione anche una sola notte di gelo rischia di rovinare irrimediabilmente il raccolto per i mesi a venire!

verza rossa Quindi non ci troviamo di fronte ad un evento eccezionale, ma a qualcosa che più o meno è prevedibile

Dipende molto dall’impostazione dell’azienda agricola: se hai una produzione diversificata riesci meglio a far fronte agli eventi. Certamente se la produzione è basata su di una monocoltura che risente in maniera particolare di un evento climatico o atmosferico, quell’evento mette in ginocchio tutta la produzione.

Possiamo allora dire che avevano ragione i nostri nonni, che coltivavano sempre un pò di tutto per mettersi al sicuro dalle carestie.

Certamente si, le carestie si verificano storicamente quando l’alimentazione si basa su un solo prodotto e quello viene a mancare. Non funziona solo per il gelo o la pioggia, la carestia irlandese che dimezzò la popolazione fu causata da un parassita delle patate. Se la produzione è varia e sfrutti l’alternanza, in inverno il freddo ti aiuta addirittura a conservare le cose che hai prodotto d’estate - e a quel punto non serve nemmeno la cella frigorifera! Noi stiamo ancora mangiando le zucche e le patate di agosto, che stanno lì al fresco e rimangono conservate naturalmente: le stiamo ancora consegnando e sono ottime!

Cosa puoi dirci a proposito degli aumenti di prezzo dovuti alla mancanza dei prodotti di cui si parla tanto? Perché succede?

Il fatto è che oggi il prezzo viene creato dal mercato stesso: se un grande distributore è l’unico che può fornire un dato prodotto, il prezzo lo decide lui.
Ci sono poi produttori che riescono ad avere una produzione continua, con le serre o delocalizzando la produzione, ad esempio lungo le coste dell’africa ma a volte addirittura nell'emisfero opposto: così si riescono a commercializzare anche in inverno le melanzane e le zucchine e naturalmente questo si riflette in costi maggiori.
E per finire c’è il discorso della grande distribuzione, il supermercato può decidere con largo anticipo a che prezzo acquistare e dove - dal Sud America o dalla Sicilia in base al periodo dell'anno e al vantaggio economico.

Quindi il maggior prezzo al consumo è dovuto più alla distribuzione che al produttore?

In gran parte si. Il costo di produzione è dato da lavorazione e mano d’opera e, salvo eventi catastrofici, può variare un po' ma sostanzialmente non cambia. Nel momento in cui è la grande distribuzione ad acquistare, preferirà sempre quello che viene prodotto al costo minore in quel momento - se è il caso anche dall'altra parte del mondo - e si avvantaggerà della situazione di mercato per aumentare i profitti.

Per chi compra c'è una bella differenza però!

E' il consumatore che deve fare una scelta, perché in ogni periodo posso decidere se prendere i prodotti in Sud America o in Sicilia. Ognuno è libero, se vuoi oggi al supermercato ci sono anche i ciliegini, e guarda, è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, ma se ti ricordi come erano i pomodori di agosto…

Certo che li ricordo, erano strepitosi! E quindi, per concludere, per mangiare sano e secondo natura come dovremmo comportarci in queste settimane e in quelle a venire?

Certamente si deve avere pazienza e prendere quello che la terra ci offre senza essere pretenziosi e senza farsi mai mancare le vitamine. E' vero che la scelta è meno varia, ma si tratta di un periodo in fondo limitato: all'allungarsi delle giornate l'offerta ricomincierà subito ad arricchirsi.
Ma il corpo si abitua, e la fantasia in cucina ci permette di assumere tutti i nutrienti senza mai annoiare il palato: in fondo l’inverno è parte del ciclo della natura e per stare bene non dobbiamo fare altro che assecondarlo!



Pietro fa parte della cooperativa co.br.ag.or e consegna a Roma per kalulu. Clicca qui per vedere tutte le sue offerte!